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Nasce il Circolo F.P. Michetti

La prima Associazione di Toccolani fuori dal paese d’origine si è costituita a Melbourne nel 1965. Si legge nell’atto di costituzione: «Per non spegnere nei cuori degli iscritti il ricordo della Patria lontana, e in particolare quello del paese natio, al Circolo stesso verrà dato il nome di un illustre pittore toccolano: “Circolo ricreativo Francesco Paolo Michetti” con certezza che all’insegna di così grande nome, il Circolo possa avere affermazione e prosperità con ideali di fratellanza e libertà».
Il Circolo rimase attivo fino al 1977 quando la comunità abruzzese animata da spirito di solidarietà e fratellanza, decise di creare la Casa d’Abruzzo, assorbendo gruppi paesani già organizzati o ancora alla ricerca di un sodalizio rappresentativo dell’intera Regione. Uno degli animatori del movimento unitario è stato il cavalier Remo Guardiani «toccolano al cento per cento» (lo sottolinea egli stesso con vigore), e poi presidente della Casa d’Abruzzo per molti anni, consultore della Regione, e presidente della Federazione delle Associazioni Abruzzesi d’Australia.
Il Toccolan Club è stato fondato nel 1990 da un gruppo di persone d’origine toccolana (di seconda generazione) che si sono ritrovati per caso ad un pranzo di lavoro, e hanno deciso di creare un’associazione di amici che si proponesse di organizzare un «ballo annuale». L’invito a partecipare sarebbe stato rivolto ad amici toccolani e ad altri. Sembra che la radice dei cittadini illustri abbia attecchito con forza in Australia. Infatti, tra i rampolli delle famiglie toccolane residenti a Melbourne, si contano molti professionisti: medici, avvocati, ingegneri, architetti, imprenditori edili.

Nel loro giro, il Toccolan Club è diventato un motivo d’incontro e una ragione per rendersi utili alla comunità. Il ricavato delle feste sarebbe tutto andato in beneficenza. Detto, fatto! Il primo ballo ha avuto luogo nel 1990 con la partecipazione di 220 persone. Ne seguirono altri con un ritmo di crescita straordinario: 400, 600, fino ad 800 persone. Per sostenere le spese e poter avere un profitto notevole, sono sempre stati scelti locali di classe: dalla Crown Palladium Ballroom all’Hilton Hotel, dal Sofitel (Regent) all’Hyatt. E a prezzi non irrisori (intorno ai 180 dollari a persona). La scelta di grossi nomi dello spettacolo ha facilitato la partecipazione di tantissimi ospiti e l’adesione di sponsor: dalle banche alle compagnie aeree, a quelle di prodotti alimentari e assicurazioni.

«Ci siamo meritati la stima dei soci e dei colleghi di lavoro – afferma il presidente Donato Smarrelli – perché organizziamo le feste con grande professionalità e perchè tutto il ricavato viene distribuito in beneficenza. In 16 anni abbiamo donato oltre 500 mila dollari a varie opere come World Vision, l’Ospedale dei bambini di Melbourne, Anti-Cancer Council, Asthma Foundation, Leucemia Foundation, case di riposo, ecc. Siamo disponibili ad aiutare persone che ci vengono segnalate come particolarmente bisognose. Questo aspetto umanitario della nostra organizzazione è fondamentale».

Negli ultimi anni è stato riattivato anche il Circolo Francesco Paolo Michetti con intenti culturali specifici, grazie al dinamico Remo Guardiani che ha coordinato il progetto di un corso di lingua italiana per giovani d’origine toccolana presso il convento Santa Maria del Paradiso, a Tocco da Casauria, riuscendo a coinvolgere la Pro Loco, la Regione Abruzzo e il Toccolan Club. Quest’ultimo, dunque, si propone anche di sostenere iniziative per i giovani, proiettate quindi nel futuro.
Ma quale futuro? Durante le ventilate estati toccolane, non sarà difficile incontrare, nel paese d’origine dei nonni, i giovani australiani che familiarizzano con i coetanei italiani, o rumeni, albanesi, africani. Sì, perché anche Tocco sta diventando multiculturale, e la sua popolazione è in crescita. Segno dei tempi. Un segno che diventa realtà solo se chi è partito dal quel paese con poche cose e tante speranze, è riuscito a far amare ai figli, e ai figli dei figli, la nobile e gentile terra che ha dato loro i natali.