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Incentivi case basso consumo energetico

gazzettaufficiale

Dal 15 aprile incentivi per case a basso consumo energetico.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 2010, ed è entrato in vigore lo stesso giorno il Decreto 26 marzo 2010 che incentiva, tra le varie cose, gli edifici a basso consumo energetico.   Per l’acquisto degli immobili è previsto:

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Detrazione del 55% per riqualificazione energetica

Non abbiamo fatto in tempo a leggere le buone notizie dell'ENEA sugli ottimi risultati della detrazione del 55% per interventi di risparmio energetico che arriva l'ennesimo incomprensibile provvedimento del legislatore contro l'ambiente e gli interessi degli italiani.
Con l’articolo 29 del decreto legge 185/2008 (lo chiamano “decreto anticrisi”) approvato venerdì 28 novembre 2008 dal Governo italiano, diventa più difficile usufruire delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica: i privati e le imprese intenzionati a chiedere il bonus dovranno inviare una domanda all'agenzia delle Entrate (oltre alla documentazione all'Enea) e sperare che i fondi stanziati non siano ancora terminati. L'agenzia delle Entrate esaminerà le domande in base all'ordine cronologico di invio e

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Tecnologie del futuro

Le tecnologie che sono ancora in corso di sviluppo includono la gassificazione avanzata delle biomasse, le tecnologie di bioraffinazione, le centrali solari termodinamiche, l'energia geotermica da rocce calde e asciutte (Hot-dry-rock) e lo sfruttamento dell'energia degli oceani (energia talassotermica, mareomotrice e del moto ondoso). Tali tecnologie non sono ancora completamente testate o hanno una commercializzazione limitata. Molte sono all'orizzonte e potrebbero avere un potenziale comparabile alle altre forme energetiche rinnovabili, ma dipendono ancora dal dover attrarre adeguati investimenti in RD&D (Ricerca, Sviluppo e Dimostrazione).

Secondo l'IEA, le nuove tecnologie bioenergetiche (biocarburanti) che si stanno sviluppando oggi, in particolare le bioraffinerie per l'etanolo dalla cellulosa, potrebbero permettere ai biocarburanti di giocare un ruolo molto più importante nel futuro di quanto si pensasse in precedenza. L'etanolo da cellulosa si può ottenere da materia organica di piante composta principalmente da fibre di cellulosa non commestibili che ne formano gli steli e i rami. I residui delle coltivazioni (come i gambi del mais, la paglia del grano e del riso), gli scarti di legno e i rifiuti solidi cittadini sono sorgenti potenziali di biomassa di cellulosa. Colture dedicate alla produzione energetica, come il panicum virgatum, sono promettenti fonti di cellulosa che possono essere sostenibilmente prodotte in molte regioni degli Stati Uniti.

Schizzo di un collettore solare parabolico
Schizzo di un collettore solare parabolico

Le centrali solari termodinamiche sono state rese operative commercialmente con successo in California alla fine degli anni '80, comprendendo la più grande centrale solare di ogni genere, le centrali del gruppo Solar Energy Generating Systems da 350 MW totali. La Nevada Solar One è un'altra centrale da 64 MW recentemente aperta. Altre centrali solari paraboliche proposte sono le due da 50 MW in Spagna e una da 100 MW in Israele.

In termini di sfruttamento dell'energia degli oceani, un'altra delle tecnologie di terza generazione, il Portogallo ha la prima centrale a onde marine commerciale al mondo, l'Aguçadora Wave Park, in costruzione dal 2007. La centrale userà inizialmente tre macchine Pelmis P-750 in grado di generare 2,25 MW e i costi sono stimati intorno agli 8,5 milioni di euro. Nel caso si rivelasse un successo, altri 70 milioni di euro saranno investiti prima del 2009 in altre 28 macchine per generare 525 MW. Sono stati annunciati in Scozia nel febbraio del 2007 finanziamenti per una centrale a onde marine dal Governo scozzeze, per un costo di oltre 4 milioni di sterline, come parte di un pacchetto di investimenti di 13 milioni di sterline per l'energia oceanica in Scozia. La centrale sarà la più grande al mondo con una capacità di 3 MW generata da quattro macchine Pelamis.

Nel 2007 la prima centrale al mondo ad Energia mareomotrice di concezione moderna viene installata nello stretto di Strangford Lough in Irlanda (sebbene in Francia una centrale di questo tipo, con sbarramento, fosse gia in funzione negli anni '60). Il generatore sottomarino da 1,2 megawatt, parte dello schema per il finanziamento per l'ambiente e le energie rinnovabili nell'Irlanda del nord, approfitterà del veloce flusso di marea (fino a 4 metri al secondo) nel braccio di mare. Anche se ci si aspetta che il generatore produca abbastanza energia per rifornire un migliaio di case, le turbine avranno un impatto ambientale minimo, poiché saranno quasi completamente sommerse e il movimento dei rotori non costituisce un pericolo per la fauna selvatica poiché girano a una velocità relativamente bassa.

I pannelli solari che usano la nanotecnologia, che può costruire circuiti a partire da singole molecole di silicio, potrebbero costare la metà delle tradizionali celle fotovoltaiche, secondo quanto dicono i dirigenti e gli investitori coinvolti nello sviluppo dei prodotti. La Nanosolar si è assicurata investimenti per oltre 100 milioni di dollari per costruire una fabbrica per pellicole sottili per pannelli solari. La centrale della compagnia prevede una capacità produttiva di 430 MWp (Megawatt di picco) di celle solari per anno. La produzione commerciale è cominciata e i primi pannelli sono stati ordinati dai clienti alla fine del 2007 (fonte: wikipedia).

I termovalorizzatori

Gli inceneritori sono impianti principalmente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura (incenerimento) che dà come prodotti finali un effluente gassoso, ceneri e polveri.

Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori.

Impianto di incenerimento sito nell'area di Forlì , capace di trattare 18 t/h di rifiuti domestici.
Impianto di incenerimento sito nell'area di Forlì , capace di trattare 18 t/h di rifiuti domestici.

Il termine termovalorizzatore, seppur di uso comune, è talvolta criticato in quanto sarebbe fuorviante. Infatti, secondo le più moderne teorie sulla corretta gestione dei rifiuti gli unici modi per "valorizzare" un rifiuto dovrebbero essere prima di tutto il riuso e poi il riciclo, mentre l'incenerimento (anche se con recupero energetico) costituirebbe semplice smaltimento e sarebbe dunque da preferirsi alla sola discarica controllata. Si fa notare che il termine non viene inoltre mai utilizzato nelle normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di "inceneritori".
 
. Impianti in Europa (2002)[5]
Le nazioni che non hanno impianti sono state omesse.
Nazione Numero
impianti
Quantitativi
trattati
(t/anno)
Austria 2 406 700
Belgio 18 2 652 000
Danimarca 32 3 136 000
Francia 112 11 965 800
Germania 60 16 787 400
Inghilterra 3 1 071 000
Italia 51
3 488 776
Norvegia 4 273 000
Olanda 11 4 412 000
Portogallo 2 933 800
Spagna 8 1 070 300
Svezia 19 2 344 000
Svizzera 31 3 150 700
Ungheria 1 420 000
Totale 354 52 111 476
 
1. Impianti in Italia (2006)
Regione Numero
impianti
Provincia Comune
Piemonte 2 VB Mergozzo
  VC Vercelli
Lombardia 13 CR Cremona
  VA Busto Arsizio
  CO Como
  MI Milano
Desio
Sesto S. Giovanni
Trezzo d'Adda
  BS Brescia
  BG Bergamo
Dalmine
  PV Corteolona
Parona
  LC Valmadrera
Trentino - Alto Adige 1 BZ Bolzano
Veneto 4 PD Padova
  VR Verona
  VI Schio
  VE Venezia
Friuli - Venezia Giulia 1 TS Trieste
Emilia Romagna 8 MO Modena
  FE Ferrara
  RE Reggio Emilia
  BO Granarolo
  RA Ravenna
  RN Coriano
  FO Forlì
  PC Piacenza
Toscana 8 LI Livorno
  FI Rufina (1)
  AR Arezzo
  PT Montale
  PI Ospedaletto
  LU Castelnuovo di Garfagnana
Pietrasanta
  SI Poggibonsi
Marche 1 MC Tolentino
Umbria 1 TE Terni
Lazio 3 FR S Vittore del Lazio
  RM ColleferroA (2)
ColleferroB (2)
Puglia 2 TA Massafra
Statte (3)
Basilicata 2 PZ Melfi
Potenza (4)
Calabria 1 RC Gioia Tauro
Sicilia 1 ME Messina (1)
Sardegna 2 CA Capoterra
  NU Macomer
Totale 50    
(1) senza recupero d'energia
(2) due linee analoghe ma funzionalmente indipendenti
(3) ha operato nel 2006 solo per alcuni mesi; attualmente non operativo
(4) attualmente in fase di pre-collaudo